Mini imu confermata

Nessuno sconto, mini-Imu confermata. La pagheranno 12,6 milioni di italiani

Primo balzello dell'anno: 163 euro a Milano per una famiglia media. L'imposta va versata entro il 24. I Comuni devono inviare i bollettini precompilati ai contribuenti, ma sono in ritardo. Il governo Letta decide su aliquote e detrazioni relative alla Tasi

Tutti in fila, venerdì 24 gennaio, per la prima mini-stangata dell'anno: la mini-Imu. Nasce dal cappello della grande confusione tecnica (38 cambiamenti dal 2011 ha denunciato ieri l'Anci) e politica che ha segnato il 2013: di fatto l'Imu sulla prima casa che lo scorso anno, tra mille polemiche, il governo ha cercato di cancellare totalmente, rispunta con un piccola e irritante coda. 

Il ministro dell'Economia Saccomanni ha stretto i cordoni della borsa e l'ultimo passo non è stato compiuto: ieri il ministro per gli Affari regionali Delrio ha chiuso la strada anche all'ultimo tentativo di compensare la cancellazione della mini-Imu con una tassa contro il gioco d'azzardo. Lo Stato potrà così contare sul gettito della mini-Imu pari a circa 440 milioni (il 40 per cento coperto dai contribuenti) cui vanno aggiunti 660 milioni (il 60 per cento coperto dallo Stato). In tutto, una partita da 1,1 miliardi.
A conti fatti, lo Stato si è accollato i circa 4 miliardi di mancato gettito dell'Imu prima casa del 2013, ma solo fino a concorrere all'aliquota base del 4 per mille. In quei Comuni, sono esattamente 2.398, dove i sindaci sono stati costretti ad aumentare l'aliquota al 5 o al tetto massimo del 6 per mille, saranno i cittadini a pagare il 40 per cento della differenza.
Poco rispetto alla prospettiva di pagare l'intero, che comunque si riproporrà con il 2014 quando l'Imu sarà sostituita dalla Tasi, ma pur sempre un aperitivo indigesto che costerà in media dai 33 ai 40 euro

medi, ai 12,6 milioni di contribuenti (il 61 per cento del totale) residenti nei Comuni, che tra il 2012 e il 2013 hanno aumentato l'aliquota di base del 4 per mille. 
Se si vanno a guardare le situazioni particolari di alcune città, si vede che in alcuni centri - dove l'aliquota è stata portata intorno al 5-6 per cento - la mini-stangata può diventare non tanto "mini". A Milano, come calcola tempestivamente la Uil Servizio politiche territoriali, in un appartamento di circa 120 metri quadrati, una famiglia con due figli può arrivare a pagare 163 euro di mini-Imu; a Torino, nella stessa condizione, 152 euro; a Roma 79. Situazioni meno pesanti, naturalmente, per case più piccole e di minor pregio: con un appartamento di 100 metri quadrati e un figlio sul quale caricare le detrazioni si pagano 98 euro a Torino, 60 a Roma. Ma a Palermo dove l'aliquota è al 4,80 si scende a zero. E si tira un sospiro di sollievo.
Ancora non si fanno previsioni su file e disagi, ma Caf e commercialisti sono in stato di massima allerta. Infatti la mini- Imu, retaggio del vecchio sistema, si calcola tenendo conto delle vecchie detrazioni utilizzate nel 2012: 200 euro di base, più 50 euro a figlio. Il calcolo è quello di allora. Rendita catastale rivalutata per 165, poi altre due operazioni da eseguire: la prima con l'aliquota base al 4 per mille e la seconda con l'aliquota effettiva deliberata dal Comune; poi si fa la differenza tra le due cifre e si calcola il 40 per cento. Attenzione nei Comuni, come Roma, dove in alcuni quartieri nelle ultime settimane sono state elevate le categorie catastali (tipo A2, A3) per adeguarle al valore di mercato degli immobili: non è chiaro se bisognerà tenere conto del rincaro al momento del calcolo o se la nuova categoria varrà solo dal 2014.
Il debutto fiscale del 2014, quando la pressione salirà al 44 per cento del Pil, potrebbe essere solo parzialmente alleviato da una novità contenuta nel "comma 680" della legge di Stabilità: per la mini-Imu i Comuni devono inviare bollettini precompilati. In questo modo si eviterebbero parecchi disagi che vanno dal conteggio alla compilazione di F24 e bollettini postali. Ma quanti sindaci saranno in grado di allestire il servizio?
Comunque non è finita. Si attende ancora il "verdetto" del governo sulle aliquote e le detrazioni sulla Tasi (la tassa che sostituisce l'Imu) per quest'anno. Il sottosegretario all'Economia Baretta ha confermato che l'orientamento è quello di aumentare le aliquote della prima e seconda casa dello 0,5 per mille, rispettivamente al 3 e all'11,1 per mille. L'emendamento potrebbe arrivare al decreto Imu-Bankitalia che oggi approda nell'aula del Senato, anche se non è escluso un provvedimento ad hoc.
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