IMU e i suoi "CAMBIAMENTI"

Sabato 31 agosto 2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Dl n. 102, che contiene, fra l’altro, disposizioni urgenti in materia di Imu e di sostegno alle politiche abitative. Il testo definitivo del provvedimento non ha dato corpo ad alcune novità, alcune della quali molto gradite, che erano state preannunciate nei giorni immediatamente precedenti la pubblicazione del decreto e che riguardavano in particolare:
– la reintroduzione dell’imponibilità parziale, ai fini Irpef, dei redditi derivanti da unità immobiliari non locate, diverse dall’abitazione principale;
– la deducibilità dell’Imu ai fini della determinazione del reddito d’impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 50 per cento.
Il decreto si occupa principalmente dell’imposta comunale sugli immobili in relazione alla quale vengono adottate le misure più urgenti stante l’approssimarsi del termini di sospensione per il versamento della prima rata di acconto Imu prevista dall’articolo 1, comma 1, del Dl 54/2013. Sul punto è utile, infatti, ricordare che il citato decreto aveva disposto la sospensione del versamento della rata di giugno, al fine di concedere all’esecutivo un lasso di tempo per la riforma della disciplina dell'imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare. Se entro la data del 31 agosto 2013 il Governo non fosse stato in grado di adottare le riforme necessarie, il versamento della prima rata Imu 2013 avrebbe dovuto essere effettuato entro il prossimo 16 settembre 2013. Si tratta dunque di un primo provvedimento che sarà seguito da ulteriori disposizioni normative che dovranno disciplinare in primo luogo il versamento della rata di dicembre e, soprattutto, disporre l’abrogazione definitiva dell’Imu che dovrebbe essere sostituita da una nuova imposta denominata “service tax”. Vediamo nel dettaglio le principali misure adottate in tema Imu.
Abolizione della prima rata Imu 2013. L’articolo 1 del decreto prevede l’abolizione della prima rata dell’Imu 2013 per gli immobili per i quali era stata prevista la sospensione dall’articolo 1, comma 1, del Dl 54/2013. Si tratta, nello specifico, dei seguenti beni:
– abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Ricordiamo in sintesi che per abitazione principale si intende l’unica unità immobiliare nella quale il contribuente risiede anagraficamente e dimora abitualmente. Insieme all’abitazione principale l’esenzione si estende alle pertinenze nei limiti però di un’unica unità immobiliare per ciascuna delle categorie C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie). Se l’immobile è stato dato in uso gratuito a un parente non si può però considerare abitazione principale e quindi l’Imu resta dovuta;
– unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp;
– i terreni agricoli e fabbricati rurali di cui all’articolo 13, commi 4, 5 e 8, del Dl 201/2011. Con riferimento ai terreni agricoli è bene ricordare che rileva la sola classificazione catastale di modo che, anche per il terreno incolto, se classificato agricolo, scatta comunque l’esimente.
Come detto resta, ora, l'incognita della seconda rata per la quale si aspetta di trovare le coperture.
Sulle seconde case l’Imu, invece, va pagata. Si ricorda che per seconde case si intendono tutti gli immobili che non sono abitazioni principali. L’Imu resta quindi dovuta sugli immobili a disposizione del proprietario (ad esempio la casa al mare o in montagna), su quelli concessi un comodato a parenti (ad esempio data in uso gratuito al figlio) e anche sugli immobili locati a terzi. Quello che potrà variare, in relazione alle caratteristiche dell’uso dell’immobile, sarà la misura dell’imposta dovuta (aliquota base del 7,6 per mille ma riducibile o aumentabile a discrezione dei Comuni).
Altre disposizioni in materia Imu. L’articolo 2 del decreto dispone, una serie di ulteriori misure in tema di imposta municipale propria. Viene previsto in primo luogo che non sarà dovuta, per l’anno 2013, la seconda rata dell’Imu relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e a condizione che, in ogni caso, non siano locati (articolo 2, comma 1, del Dl 102/2013). L’esenzione troverà applicazione per tutto il periodo in cui gli immobili mantengono i citati requisiti (destinazione alla vendita e mancata locazione) anche a decorrere dal 1° gennaio 2014. Sul punto è utile ricordare che la disposizione originaria (articolo 13, comma 9-bis, del Dl 201/2011) prevedeva che per tali immobili i Comuni potessero ridurre l’aliquota di base fino allo 0,38% fintanto che gli stessi conservavano quella destinazione e non erano locati (e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni dall’ultimazione dei lavori). Si tratta, dunque, di una previsione normativa particolarmente favorevole per le imprese di costruzioni e che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe contribuire a dare uno slancio al settore dell’edilizia.
In tema di esenzione dall’imposta municipale propria viene, inoltre, prevista l’equiparazione delle unità appartenenti alle cooperative edilizie proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, all’abitazione principale. Tale equiparazione varrà, a partire dal 1° gennaio 2014, anche per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del ministro delle Infrastrutture, di concerto con il ministro della Solidarietà sociale, il ministro delle Politiche per la famiglia e il ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive 22 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2008 n. 146.
Sono, inoltre, previste agevolazioni per il personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia nonché per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che potrà beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale in riferimento all’unico immobile posseduto, se non concesso in locazione, a prescindere dal requisito della dimora abituale e della residenza anagrafica. Con una modifica apportata all’articolo 7 del Dlgs 504/1992 viene infine previsto, a partire dal 1° gennaio 2014, che l’esenzione dall'Imu degli immobili di proprietà di società ed enti che non hanno per oggetto esclusivo l’esercizio di attività commerciali si applichino anche nel caso in cui gli stessi vengano adibiti all’attività di ricerca scientifica.
Le ulteriori disposizioni del comparto immobiliare
L’intervento opera principalmente sui seguenti argomenti:
– cedolare secca sul punto l’articolo 4 del Dl 102/2013, prevede che per i canoni concordati l’aliquota dal 19% scenda al 15%, con effetto a partire dal 1° gennaio 2013. La modifica è volta a incentivare le locazioni a canone convenzionato a discapito di quelle a canone libero (per le quali l’aliquota è il 21 per cento);
– incentivi al sistema creditizio vengono previsti una serie di meccanismi che permettano la ripresa del credito per l’acquisto della prima casa e supportino i soggetti che hanno già contratto un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. Al riguardo si segnalano in particolare le misure volte al rifinanziato del fondo per la sospensione di 18 mesi delle rate del muto gestito dalla Consap del fondo di garanzia per i mutui a favore dei giovani. Quest’ultimo permette agli under 35 (giovani coppie o nuclei familiari monogenitoriali con figli minori) con un Isee inferiore a 35mila euro di chiedere un mutuo di 200.000 euro prestando la garanzia per il 50% della quota capitale.
Tares. Con riferimento alla Tares l’articolo 5 del Dl 102/2013, prevede che il Comune, per l’anno 2013 possa, con regolamento da adottarsi entro il 30 novembre 2013, applicare la componente del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi di cui all’articolo 14 del Dl 6 dicembre 2011 n. 201 (convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214) diretta alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti tenendo conto dei seguenti criteri e nel rispetto del principio “chi inquina paga”, sancito dall’articolo 14 della direttiva n. 2008/98/Ce relativa ai rifiuti ovvero:
– commisurazione della tariffa sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti;
– determinazione delle tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti;
– commisurazione della tariffa tenendo conto, altresì, dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999 n. 158;
– introduzione di ulteriori riduzioni ed esenzioni, diverse da quelle previste dai commi da 15 a 18 dell’articolo 14 del Dl 201/2011.
Coperture
Per quanto riguarda le coperture finanziarie, l’articolo 15 del Dl 102/2013, sancisce una clausola di salvaguardia in base alla quale nel caso in cui le coperture previste in relazione al maggior gettito Iva che dovrebbe scaturire dai pagamenti dei debiti alle imprese dalla Pa e dalla sanatoria sul contenzioso sulle slot machine - non dovessero essere sufficienti, il Governo è autorizzato ad aumentare l'importo degli acconti Ires e Irap e delle accise per complessivi 1,5 miliardi di euro.
In merito alle misure adottate al fine di reperire risorse finanziarie necessarie si segnala che l’articolo 12 del Dl 102/2013 dispone, con norma già valida per il 2013 (e dunque in deroga allo Statuto dei diritti del contribuente), il dimezzamento dell’ammontare massimo dei premi detraibili per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente. Questi ultimi passano da 1.291,14 a 630 euro per il 2013 e, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, scendono ulteriormente a 230 euro
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