Detrazioni per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico - Chiarimenti della C.M. 29/E/2013

INTERVENTI di RISPARMIO ENERGETICO - DETRAZIONE FISCALE del 65%: la L. 3.8.2013, n. 90, di conversione del D.L. 4.6.2013, n. 63, ha confermato la possibilità di usufruire della detrazione fiscale, salita dal 55% al 65%, per le spese sostenute, dal 6.6.2013 al 31.12.2013, per il risparmio energetico di edifici già esistenti.
Permane l'obbligo di ripartizione della detrazione in 10 quote annuali di pari importo.
Per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la detrazione del 65% si applica alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 30.6.2014.
Con la L. 90/2013 è stata reintrodotta la detrazione del 65% anche in relazione alle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché per le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
Rimane invariata la detrazione a 10 rate annuali di pari importo.
L'Agenzia delle Entrate, nella C.M. 18.9.2013, n. 29/E, premette che l'art. 14, D.L. 63/2013, nel prorogare le detrazioni per gli interventi di risparmio energetico, non ha modificato l'impianto normativo di riferimento.
Pertanto, restano valide, in quanto compatibili, le disposizioni istitutive dell'agevolazione, i relativi decreti e provvedimenti di attuazione, e i documenti di prassi che ne hanno illustrato l'applicazione.
La proroga al 31.12.2013 riguarda tutte le tipologie di interventi di risparmio energetico, come di seguito indicati:
interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 100.000;
interventi su edifici esistenti (o su parti di edifici) o unità immobiliari, riguardanti strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), verticali (pareti, generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 60.000;
installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali o per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 60.000;
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 30.000;
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 30.000;
interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari ad Euro 30.000.

MOMENTO di IMPUTAZIONE delle SPESE: come precisato dall'Agenzia delle Entrate, per gli interventi di risparmio energetico, la detrazione del 65% si applica alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2013. Ai fini dell'imputazione delle spese sostenute per i suindicati interventi occorre fare riferimento: per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, al criterio di cassa, vale a dire alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Ad esempio, se un intervento è iniziato a maggio 2013, con pagamenti a maggio, luglio e settembre, l'aliquota del 55% si applica per le spese pagate a maggio e l'aliquota del 65% per le spese pagate a luglio e settembre; per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, al criterio di competenza, vale a dire alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e a prescindere dalla data di pagamento.

INTERVENTI sulle PARTI COMUNI CONDOMINIALI: per quanto concerne la maggiore durata dell'agevolazione, fino al 30.6.2014, per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, l'Agenzia delle Entrate ricorda le recenti modifiche al Codice civile riguardanti il condominio degli edifici, ad opera della L. 11.12.2012, n. 220, in vigore dal 18.6.2013.
L'art. 1117 c.c. (Parti comuni dell'edificio) stabilisce che sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.Il successivo art. 1117-bis c.c. estende l'applicazione delle suindicate disposizioni, in quanto compatibili, a tutti i casi in cui più condomini di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'art. 1117 c.c.

INTERVENTI di RECUPERO del PATRIMONIO EDILIZIO: a partire dall'1.1.2012 la detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio si applica a regime; in altre parole, essa non ha più scadenza.

La detrazione del 36% delle spese (non superiori ad Euro 48.000) sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa permanente in particolare dall'art. 4, D.L. 6.12.2011, n. 201, conv. con modif. dallaL. 22.12.2011, n. 214, che ha previsto il suo inserimento tra gli oneri detraibili ai fini Irpef di cui all'art. 16-bis, D.P.R. 22.12.1986, n. 917.

La normativa è stata più volte modificata. Le più recenti novità sono state introdotte dalD.L. 22.6.2012, n. 83, conv. con modif. dalla L. 7.8.2012, n. 134, e dal D.L. 63/2013.

Relativamente al periodo d'imposta 2012 l'aliquota della detrazione Irpef è pari: al 36% delle spese sostenute fino al 25.6.2012, per un ammontare complessivo delle spese stesse non superiore ad Euro 48.000 per ciascuna unità immobiliare; al 50% delle spese sostenute dal 26.6.2012 al 31.12.2012 fino ad un ammontare complessivo delle spese stesse non superiore ad Euro 96.000 per ciascuna unità immobiliare.
A tal riguardo si evidenzia che l'Agenzia delle Entrate nella C.M. 9.5.2013, n. 13/E, ha precisato che nel caso in cui il contribuente, che ha sostenuto spese per Euro 48.000 fino al 25.6.2012 per interventi agevolabili, e nel successivo periodo (dal 26.6.2012 al 31.12.2012) ha sostenuto spese per ulteriori Euro 96.000 per altri interventi sul medesimo immobile, ha facoltà di avvalersi della detrazione del 50% delle spese sostenute dal 26.6.2012 fino al 31.12.2012 in luogo della detrazione del 36% relativamente a quelle sostenute fino al 25.6.2012.
Per il periodo d'imposta 2013, la detrazione Irpef è pari al 50%, con la soglia massima di spesa per singola unità immobiliare pari ad Euro 96.000 e tenendo conto, in caso di mera prosecuzione dei lavori, delle spese sostenute negli anni precedenti.
A decorrere dalle spese sostenute dall'1.1.2014, la detrazione Irpef tornerà alla misura ordinaria del 36% nel limite di spesa di Euro 48.000 per ciascuna unità immobiliare.
Nella citata C.M. 29/E/2013 l'Agenzia delle Entrate precisa che la detrazione in argomento spetta anche al soggetto acquirente o assegnatario di unità abitative facenti parte di immobili oggetto di ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo riguardanti l'intero immobile. L'importo su cui calcolare la detrazione è pari al 25% del corrispettivo risultante dall'atto di cessione o assegnazione. La cessione o l'assegnazione devono essere effettuate nel termine di 6 mesi dalla fine lavori.
Si precisa, altres., che restano applicabili le disposizioni stabilite dall'art. 16-bis, D.P.R. 917/1986.

DETRAZIONE per INTERVENTI ANTISISMICI in ZONE ad ALTA PERICOLOSITA'
: l'art. 16, co-1-bis, D.L. 63/2013, inserito in sede di conversione prevede l'aumento della detrazione Irpef dal 50% al 65% per le spese sostenute per interventi relativi all'adozione di misure antisismiche su edifici situati in zone ad alta pericolosità (zone 1 e 2).
La C.M. 29/E/2013 fornisce precisazioni anche in merito a tale detrazione.

AMBITO OGGETTIVO di APPLICAZIONE: come chiarito dal documento di prassi, gli interventi suscettibili di poter usufruire della detrazione Irpef del 65% sono quelli indicati dall'art. 16-bis, co. 1, lett. i), D.P.R. 917/1986.
Si tratta, in sostanza, di lavori per:
la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strumentali;
la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio;
la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.
Gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche e all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

INTERVENTI ANTISISMICI - CONDIZIONI per la DETRAZIONE
: i vincoli relativi agli immobili per cui si può fruire del bonus fiscale in argomento sono di carattere territoriale e correlati al tipo di utilizzo dell'edificio.
Gli edifici devono ricadere nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ed essere adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.In ambito Irpef si intende per "abitazione principale" l'immobile nel quale la persona fisica o i suoi familiari dimorano abitualmente.Per "costruzioni adibite ad attività produttive", come chiarito dall'Agenzia delle Entrate, si intendono le unità immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.
Non rileva, invece, la categoria catastale dell'unità immobiliare, non sussistendo alcun vincolo a tal fine.

INDIVIDUAZIONE delle ZONE SISMICHE: l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20.3.2003, n. 3274 detta i principi di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e sulle elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio.
In particolare, il provvedimento individua le seguenti 4 zone a pericolosità decrescente nelle quali è stato classificato il territorio nazionale.
ZONE SISMICHE - CLASSIFICAZIONE
Zona 1 - è la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti
Zona 2 - Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti
Zona 3 - I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti
Zona 4 - è la zona meno pericolosa
SOGGETTI BENEFICIARI: possono fruire della detrazione i soggetti passivi Irpef e Ires che sostengono le spese per gli interventi agevolabili, se le spese stesse siano rimaste a loro carico e possiedono o detengono l'immobile in base a un titolo idoneo (diritto di proprietà o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro diritto personale di godimento).
Può verificarsi che un unico edificio localizzato in una zona sismica ad alta pericolosità possa comprendere più unità immobiliari destinate ad attività produttive, abitazioni principali, e ad altre abitazioni. In tal caso la detrazione del 65% può essere fruita solo per le spese sostenute fino al 31.12.2013, riferite alle unità immobiliari destinate ad attività produttive e ad abitazione principale, mentre si può applicare l'aliquota del 50% per le altre unità immobiliari residenziali, anche ad uso promiscuo, nei casi in cui le spese siano sostenute da soggetti che possono fruire della detrazione di cui all'art. 16-bis, D.P.R. 917/1986.

DECORRENZA e TERMINE della DETRAZIONE del 65%: per le spese sostenute per gli interventi sopra indicati si può fruire fino al 31.12.2013 della detrazione del 65%, a condizione che le procedure di autorizzazione siano avviate a decorrere dal 4.8.2013. Per le spese sostenute dall'1.1.2014, anche per gli interventi antisismici in argomento, sarà applicabile la detrazione del 36%.

LIMITE MASSIMO di SPESA: il limite massimo di spesa agevolata, in relazione agli interventi antisismici in esame, è fissato nella misura di Euro 96.000 per ciascuna unità immobiliare.

ADEMPIMENTI: per quanto riguarda le modalità di pagamento, la fruizione della detrazione e la documentazione da conservare, come precisa l'Agenzia delle Entrate, si deve far riferimento alle disposizioni applicabili per gli interventi di cui all'art. 16-bis, co. 1, lett. i), D.P.R. 917/1986.

RIPARTI ZIONE della DETRAZIONE: la detrazione va ripartita nella dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo e deve essere suddivisa tra gli aventi diritto.

ACQUISTO di MOBILI e di GRANDI ELETTRODOMESTICI - BONUS FISCALE: la nuova detrazione del 50% compete per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2013 ed è calcolata su un importo complessivo non superiore ad Euro 10.000, che si aggiunge al limite massimo di Euro 96.000 per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Come precisato dall'Agenzia Entrate nella C.M. 29/E/2013, la detrazione in esame presenta sostanziali analogie con la precedente detrazione prevista dall'art. 2, D.L. 10.2.2009, n. 5, conv. con modif. dalla L. 9.4.2009, n. 33, per agevolare le ulteriori spese sostenute per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione; se ne distingue, tuttavia, per alcune differenze sia nel testo della disposizione agevolativa che nel contesto normativo di riferimento, che non consentono di fare un mero rinvio ai chiarimenti già forniti con riferimento alla precedente agevolazione nelle CC.MM. 16.7.2009, n. 35/E, e 23.4.2010, n. 21/E.

SOGGETTI che POSSONO FRUIRE della DETRAZIONE: possono avvalersi dell'agevolazione in argomento i contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all'art. 16-bis, D.P.R. 917/1986, con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di Euro 96.000 di spese ammissibili.

AMBITO APPLICATIVO: l'Agenzia delle Entrate chiarisce che già con riferimento all'analoga agevolazione introdotta dall'art. 2, D.L. 5/2009, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono il presupposto dell'agevolazione in esame non sono limitati alla ristrutturazione edilizia in senso tecnico, ma comprendono anche la manutenzione straordinaria e il restauro e risanamento conservativo di singole unità immobiliari residenziali.
Tuttavia, tenuto conto che l'art. 16, co. 2, D.L. 63/2013, non prevede più la limitazione agli interventi edilizi effettuati su "singole unità immobiliari residenziali", il contribuente può fruire della detrazione in esame per interventi edilizi sia su singole unità immobiliari residenziali, sia sulle parti comuni di edifici residenziali di cui all'art. 1117 c.c.
Per gli interventi di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non è consentito ai singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all'arredo della propria unità immobiliare.
L'Agenzia Entrate elenca, quindi, tutte le tipologie di interventi alle quali la detrazione può essere collegata, ossia:
manutenzione ordinaria su parti comuni di edificio residenziale;
manutenzione straordinaria su parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
restauro e risanamento conservativo su parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
ricostruzione o ripristino dell'immobile danneggiato per eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 6 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
Con riferimento all'ambito temporale di applicazione della nuova detrazione del 50%, l'Agenzia delle Entrate chiarisce che il Legislatore ha considerato il sostenimento di spese dal 26.6.2012 per gli interventi edilizi in precedenza elencati come presupposto cui collegare la possibilità di fruire della detrazione in esame, essendo rappresentativo di lavori in corso di esecuzione o comunque terminati da un lasso di tempo sufficientemente contenuto, tale da presumere che l'acquisto sia diretto al completamento dell'arredo dell'immobile su cui i lavori sono stati effettuati.
La data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l'arredo dell'abitazione. La data di inizio dei lavori può essere comprovata da eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia, o dalla comunicazione preventiva all'Asl o, se non previste, dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

BENI AGEVOLABILI: nella più volte citata C.M. 29/E/2013 l'Agenzia delle Entrate precisa quali tipologie di mobili ed elettrodomestici nuovi possono usufruire della detrazione in esame per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2013, vale a dire:
mobili;grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica.
Il loro acquisto è agevolabile anche se detti beni siano destinati all'arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l'immobile sia comunque oggetto di interventi edilizi.

Rientrano tra i mobili agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Inoltre, come chiarisce l'Agenzia delle Entrate, sono agevolabili le spese sostenute per l'acquisto di grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, nel caso sia prevista l'etichetta energetica.

Per l'individuazione dei grandi elettrodomestici l'Agenzia delle Entrate fa riferimento all'allegato B1 del D.Lgs. 25.7.2005, n. 151, secondo cui rientrano nei grandi elettrodomestici, a titolo esemplificativo: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

La detrazione compete anche per le spese di trasporto e montaggio.

AMMONTARE della SPESA DETRAIBILE: l'importo massimo di Euro 10.000 su cui calcolare la detrazione si riferisce complessivamente alle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Il limite massimo di spesa di Euro 10.000 è riferito alla singola unità immobiliare e nel caso in cui il contribuente esegua lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, tale importo deve essere riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

FORMA di PAGAMENTO: come precisato dall'Agenzia delle Entrate nel citato documento di prassi, per fruire dell'agevolazione in argomento, i contribuenti devono effettuare i pagamenti mediante bonifici bancari o postali sui quali devono essere indicati:
la causale del versamento utilizzata dalle banche e da Poste Italiane S.p.a. per i bonifici relativi a interventi di ristrutturazione fiscalmente agevolati;
il codice fiscale del beneficiario;
il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

E' consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso la data del pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica, di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare medesimo.

Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

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