Agenzia delle Entrate - Circolare 26 novembre 2012 n. 44/E 29.11.2012

Con la circolare 26 novembre 2012 n. 44/E, l'Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti sul nuovo regime dell'Iva per cassa, introdotto dal cosiddetto “decreto Crescita” di quest'anno.
Il «cash accounting» prende forma. Con l'articolo 32-bis del Dl 83/2012 è stato introdotto il nuovo regime dell'Iva per cassa o «cash accounting», come definito dalla stessa Agenzia delle entrate. In particolare, il comma 1 di tale articolo stabilisce che per le cessioni di beni e per le  prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d'affari non  superiore a due milioni di euro, nei  confronti  di  cessionari  o  di  committenti  che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione, l'Iva diviene esigibile al momento del pagamento dei  relativi corrispettivi.  Per  i  medesimi  soggetti  l'esercizio del diritto alla detrazione dell'imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi  sorge al momento del pagamento dei  relativi  corrispettivi.  In  ogni  caso,  il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato. Con il decreto del ministero dell'Economie e delle Finanze 11 ottobre 2012 sono state approvate, poi, le relative disposizioni attuative e, infine, con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 21 novembre 2012 sono state individuate le modalità di esercizio dell'opzione e di revoca del cash accounting.
Operatività dal 1° dicembre 2012. Con la circolare in esame, è stata ripercorsa l'evoluzione normativa del regime e, in particolare, è stato sottolineato che esso prende il posto del vecchio regime dell'Iva per cassa previsto dall'articolo 7 del Dl 185/2008, le cui disposizioni sono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore del cash accounting, ovvero dal prossimo 1° dicembre 2012. A differenza del precedente, però, il nuovo regime non si applica più per ogni singola operazione, ma complessivamente a tutte le operazioni, a eccezione ovviamente di quelle espressamente escluse dalla normativa di riferimento.
Irrilevante per il cessionario la liquidazione per cassa. Come chiarito dal Fisco, con l'adozione del regime in questione, i contribuenti liquidano l'Iva per cassa sia per quanto concerne le operazioni attive che per quelle passive. Tale regime comporta il differimento dell'esigibilità dell'Iva al momento del ricevimento del corrispettivo pattuito e, comunque, entro un anno dal momento di effettuazione dell'operazione ex articolo 6 del Dpr 633/1972. Il regime comporta altresì il rinvio della detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti allo stesso momento di pagamento del corrispettivo e, comunque, decorso un anno dall'effettuazione dell'operazione. Non vi sono, tuttavia, conseguenze sul cessionario/committente, che continua a detrarre l'imposta secondo le regole ordinarie, a meno che adotti anche questi il regime del cash accounting.
La procedura concorsuale sospende l'esigibilità. L'Agenzia delle entrate ha sottolineato, per quel che concerne il differimento dell'esigibilità dell'Iva, che il predetto limite annuale non si applica nel caso in cui il cessionario/committente sia assoggettato a procedure concorsuali. A tal fine è necessario che la procedura sia stata avviata prima del decorso dell'anno e, quindi, che l'organo competente abbia emesso entro tale termine il provvedimento di apertura della procedura. Naturalmente, l'imposta diviene nuovamente esigibile in caso di pagamento del corrispettivo o di  revoca della procedura concorsuale: in tale ipotesi, l'Iva deve essere computata nella prima liquidazione successiva alla revoca.
Condizioni di detrazione legate al fornitore. In relazione al differimento della detrazione, l'Agenzia delle entrate ha precisato che il diritto alla detrazione deve essere esercitato alle condizioni esistenti al momento in cui l'imposta diviene esigibile per il fornitore del contribuente in regime di cash accounting. Ciò, al fine di evitare che la percentuale di detraibilità spettante possa essere determinata in ragione del momento in cui il prezzo è corrisposto e, quindi, rimessa alla determinazione del cessionario/committente in regime di Iva per cassa. È stato ricordato, poi, che ai sensi dell'articolo 19 del Dpr 633/1972, la detrazione Iva può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il relativo diritto è sorto e, pertanto, per il regime in questione, la detrazione può essere esercitata al massimo entro due anni da quello in cui è stato effettuato il pagamento del corrispettivo, ovvero da quello in cui è decorso un anno dal momento dell'effettuazione dell'acquisto.
Escluse le operazioni dei regimi Iva speciali. L'amministrazione finanziaria ha ricordato che sono escluse dal cash accounting le operazioni effettuate applicando regimi speciali (monofase ex articolo 74, per l'agricoltura ex articoli 34 e 34-bis, delle agenzie di viaggi e turismo ex articolo 74-ter del Dpr 633/1972, nonché il regime del margine di cui all'articolo 36 del Dl 41/1995), ovvero quelle operazioni per cui è prevista in via ordinaria il differimento dell'esigibilità dell'Iva al momento del pagamento (cessioni di prodotti farmaceutici, cessioni o prestazioni effettuate allo Stato o a suoi organi), nonché le operazioni effettuate in regime di reverse-charge, le cessioni intracomunitarie di cui all'articolo 41 del Dl 331/1993 e le cessioni all'esportazione e operazioni assimilate ex articoli 8, 8-bis e 9 del Dpr 633/1972. Per quanto riguarda gli acquisti, sono escluse le operazioni in regime di reverse charge, nonché gli acquisti intracomunitari, le importazioni e le estrazioni dai depositi Iva. Per tutte le altre operazioni passive opera l'anzidetto differimento della detrazione, anche se relative a operazioni attive che non rientrano nel regime dell'Iva per cassa, salvo che sia adottata la contabilità separata ex articolo 36 del Dpr 633/1972.
Vale il comportamento concludente. Con la circolare è stato ricordato, infine, l'obbligo di indicazione della dicitura “Iva per cassa” sulle fatture emesse, nonché il vincolo triennale che l'adozione del regime comporta. Peraltro, per l'esercizio dell'opzione del cash accounting è stata confermata la validità del comportamento concludente.
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