ACCONTO IVA per l’ANNO 2013 – TERMINE di VERSAMENTO

L’acconto Iva per l’anno 2013 deve essere versato entro il 27.12.2013.

In via generale, l’adempimento interessa i contribuenti titolari di partita Iva che svolgono un’attività d’impresaarte o professione, qualunque sia la forma giuridica con la quale l’attività viene esercitata.

SOGGETTI OBBLIGATI: sono tenuti ad effettuare il versamento dell’acconto Iva i soggettititolari di partita Iva che esistevano nell’anno 2012 e risultano attivi nell’anno 2013. In pratica, queste due condizioni devono coesistere.

CASI PARTICOLARI di ESCLUSIONE dal VERSAMENTO: sono esonerati dal versamento dell’acconto Iva 2013 i soggetti che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • contribuenti che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno 2013;
  • contribuenti che hanno cessato l’attività nel corso dell’anno 2013: entro il 30.9.2013 se contribuenti trimestrali, ed entro il 30.11.2013 se contribuenti mensili;
  • contribuenti che risultavano a credito nell’ultima liquidazione mensile (dicembre 2012) se mensili, nella dichiarazione annuale 2012 se trimestrali ordinari o nella liquidazione del quarto trimestre 2012 se trimestrali speciali di cui all’art. 74, D.P.R. 26.10.1972, n. 633;
  • contribuenti che nell’ultima liquidazione periodica dell’anno precedente hanno evidenziato Iva a debito (non superiore ad 116,72), su cui vada calcolato un importo dovuto a titolo di acconto (88%) di ammontare inferiore ad € 103,29;
    • contribuenti che prevedono di chiudere l’ultima liquidazione dell'anno in corso con un’eccedenza detraibile d'imposta;
    • contribuenti trimestrali per opzione che prevedono di evidenziare un credito Iva nella dichiarazione annuale per l'anno d'imposta 2013;
    • contribuenti che hanno effettuato nell’anno in corso solo operazioni esenti, non imponibili, non soggette o comunque senza obbligo di pagamentodell’imposta;
    • contribuenti che applicano il regime agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13, L. 23.12.2000, n. 388);
    • contribuenti che sono usciti dal regime delle nuove iniziative con decorrenza 2013 o per superamento dei limiti previsti per i ricavi ed i compensi (R.M. 23.12.2004, n. 157/E);
    • contribuenti che hanno adottato il regime dei «minimi» (art. 27, D.L. 6.7.2011, n. 98, conv. con modif. dalla L. 15.7.2011, n. 111);
    • contribuenti che nel 2012 hanno adottato il regime dei contribuenti minimi e nel 2013 sono passati al regime ordinario con liquidazioni periodiche ed in mancanza di una base di riferimento per il 2012;
    • produttori agricoli esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
    • associazioni e società sportive dilettantistiche e associazioni non lucrative in genere, in regime forfetario ex L. 16.12.1991, n. 398;
    • soggetti che esercitano attività di spettacolo, gioco ed intrattenimento con la forfetizzazione dell’Iva dovuta (art. 74, co. 6, D.P.R. 633/1972);
    • contribuenti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili;
    • imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e che non esercitino altre attività rilevanti ai fini Iva. In quest’ultimo caso l’esclusione opera se l’azienda è stata data in affitto entro il 30.9.2012 (se contribuenti trimestrali) o entro il 30.11.2012 (se contribuenti mensili), in quanto pur mantenendo la partita (in sospeso), non emettono fattura con Iva;
    • contribuenti interessati da eventi calamitosi per i quali sia stato emanato un apposito provvedimento di sospensione dei versamenti.

METODI ALTERNATIVI di CALCOLO dell’ACCONTO: per determinare la base di riferimento per il calcolo dell’acconto Iva pari all’88% (100% in caso di utilizzo del metodo delle operazioni effettuate) può essere utilizzato, in alternativa, a scelta del contribuente, in base alla convenienza, uno dei seguenti tre metodi.

Metodo basato sui dati storici: applicando il metodo storico, l'acconto Iva è pari all'88% delversamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell'anno precedente. In particolare, l’acconto Iva è commisurato all’imposta dovuta come segue:

  • per la liquidazione periodica del mese di dicembre 2012 (contribuenti mensili) l’importo da prendere a base per l’acconto è dato dalla somma del versamento dell’acconto 2012 effettuato entro il 27.12.2012 e del saldo versato entro il 16.1.2013;
  • per la liquidazione periodica relativa al quarto trimestre 2012 per i contribuenti trimestrali «speciali» di cui all’art. 74, D.P.R. 633/1972, quali, ad esempio, gli autotrasportatori, la base di riferimento per il calcolo dell’acconto è data dalla sommadel versamento dell’acconto 2012 effettuato entro il 27.12.2012 e del saldo versatoentro il 18.2.2013 (poiché il 16 cade di sabato e il 17 è giorno festivo);
  • in base alla dichiarazione annuale Iva relativa all’anno d’imposta 2012 (contribuenti trimestrali ordinari). Anche in tal caso la base di riferimento per il calcolo dell’acconto è data dalla somma del versamento dell’acconto 2012 effettuato entro il 27.12.2012 e del saldo versato entro il 17.3.2013 (poiché il 16 cade di domenica). Per i contribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale unificata(Unico 2013) che abbiano deciso di differire il versamento dell’Iva annuale entro il termine di pagamento delle imposte sui redditi, la base di riferimento è data dallasomma del versamento dell’acconto 2012 versato entro il 27.12.2012 e del saldo versato successivamente con la maggiorazione dello 0,4% per mese o frazione di mese.

Metodo basato sul dato previsionale: per i contribuenti che intendono utilizzare il metodo previsionale, va tenuto presente il debito Iva che si prevede risulterà nella liquidazione periodica del mese di dicembre del 2013 (contribuenti mensili), o nella liquidazioneperiodica del quarto trimestre 2013 (contribuenti trimestrali speciali), o nella dichiarazione relativa all’anno 2013 (contribuenti trimestrali ordinari).

Nel caso di utilizzo di tale metodo di calcolo non è più ammessa la tolleranza del 5% tra il versato ed il dovuto per evitare la sanzione amministrativa del 30% prevista dall’art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 471 secondo cui non è consentita tale percentuale di tolleranza.

Metodo delle operazioni effettuate: il terzo metodo si basa su dati reali, facendo riferimento alle operazioni effettuate fino alla data del 20.12.2013. In questo caso, la misura percentuale del versamento dell’acconto è pari al 100%. Il valore da assumere è l’importodebito risultante dalle:

  • operazioni annotate nei registri delle fatture emesse (o dei corrispettivi), dall’1.12al 20.12.2013 per i contribuenti mensili o dall’1.10 al 20.12.2013 per quelli trimestrali;
  • operazioni, comprese quelle afferenti a scambi intracomunitari, effettuate nel precedente mese di novembre, anche se non annotate in tale mese, e le operazioni effettuate dall’1.12 al 20.12.2013, ancorché non siano decorsi i termini per l’emissione delle relative fatture o per la registrazione delle stesse.

MODALITÀ di VERSAMENTO dell’ACCONTO: per il versamento dell’acconto dovrà essere utilizzato il modello di pagamento F24.

In base a quanto disposto dall’art. 37, co. 49, D.L. 4.7.2006, n. 223, conv. con modif. dalla L. 4.8.2006, n. 248, per tutti i soggetti titolari di partita Iva è previsto l’obbligo di versamento delle imposte e dei contributi in via telematica, direttamente oppure tramite intermediari abilitati.

I versamenti potranno essere effettuati direttamente, mediante i servizi dell’Agenzia delle Entrate «Entratel» o «Fisconline» oppure tramite i servizi «home banking» messi a disposizione dagli istituti di credito, o tramite gli intermediari abilitati a «Entratel» che utilizzano il Mod. F24 cumulativo o i servizi di «home banking».

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’acconto Iva sono i seguenti:

  • 6013 – versamento acconto Iva contribuenti mensili;
  • 6035 – versamento acconto Iva contribuenti trimestrali.

Nel caso in cui il versamento riguardi sia l’attività mensile sia quella trimestrale è necessario indicare entrambi i codici di versamento.

La maggiorazione dell’1% a titolo di interessi dovuti dai contribuenti trimestrali ex art. 33, co. 3, D.P.R. 633/1972 non deve essere calcolata sull’acconto di imposta.

L’acconto Iva può essere compensato con l’eccedenza di imposte e contributi a credito, risultante dal Mod. Unico 2013. Pertanto, nel caso in cui il contribuente abbia un eventuale residuo credito non ancora compensato, potrà usufruirne in sede di versamento dell’acconto Iva.

Per contrastare il fenomeno dell'indebita compensazione dei crediti inesistenti, l'art. 10, D.L. 1.7.2009, n. 78, conv. con modif. dalla L. 3.8.2009, n. 10, ha stabilito alcuni limiti alla compensazione dei crediti Iva.

Si ricorda che l’acconto non è rateizzabile.

SCOMPUTO dell’ACCONTO VERSATO: lo scomputo dell’acconto Iva versato entro il27.12.2013 avviene in sede di liquidazione e versamento dell’Iva relativa:

  • al mese di dicembre 2013 (16.1.2014), per i contribuenti mensili;
  • al quarto trimestre 2013 (17.3.2014, poiché il 16 cade di domenica), per i contribuenti trimestrali «speciali»;
  • in sede di dichiarazione Iva relativa all’anno di imposta 2013 (17.3.2014, poiché il 16 cade di domenica) per i contribuenti trimestrali ordinari.

CASI PARTICOLARI: anche in sede di determinazione dell’acconto Iva si possono verificare le seguenti ipotesi particolari:

  • cessione di azienda: nel caso di cessione d’azienda, il cessionario non deve versarel’acconto Iva se ha iniziato l’attività nel corso dell’anno 2013, mentre il cedente non deve versare l’acconto se ha cessato la propria attività nel corso del 2013 ed hacomunicato la cessione con effetto anteriore al 30.11.2013 (se contribuente mensile) o con effetto anteriore al 30.9.2013 (se contribuente trimestrale);
  • esercizio di più attività con contabilità separata: per tutte le attività gestite con contabilità separata, essendo previsto per il versamento dell’acconto Iva un unico termine, deve procedersi ad un unico versamento dell’imposta complessivamente dovuta, compensando gli importi a debito con quelli a credito. I contribuenti interessati calcoleranno il dato storico sommando gli importi della liquidazione periodicadell’anno precedente (mese di dicembre 2012) per le attività con regime mensile, o della dichiarazione annuale Iva 2012 per le attività con regime trimestrale ordinario.

SANZIONE AMMINISTRATIVA: la sanzione amministrativa per omesso, insufficiente o ritardato versamento dell’acconto Iva è stabilita nella misura del 30% dell’importo non versato o versato in parte (art. 13, co. 1, D.Lgs. 471/1997).

RAVVEDIMENTO OPEROSO: per ridurre la sanzione amministrativa, il contribuente può avvalersi del ravvedimento operoso di cui all’art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472).

Il ravvedimento operoso ai fini Iva può essere effettuato:

  • entro i 14 giorni successivi alla scadenza, applicando la sanzione dello 0,2% (1/15 del 30%) per ogni giorno di ritardo (ex art. 23, co. 21, D.L. 6.7.2011, n. 98, conv. con modif. dalla L. 15.7.2011, n. 111, in vigore dal 6.7.2011);
  • entro 30 giorni dalla scadenza, applicando la sanzione del 3%, pari ad 1/10 del 30% (dall’1.2.2011) dell’imposta dovuta oltre gli interessi legali calcolati solo sull’imposta;
  • entro 1 anno dalla scadenza, applicando la sanzione del 3,75%, pari ad 1/8 del 30% (dall’1.2.2011) dell’imposta dovuta oltre gli interessi legali calcolati solo sull’imposta.

Gli interessi di mora sull’imposta sono calcolati al tasso legale (previsto nella misura annua del 2,5% dall’1.1.2012), con maturazione giorno per giorno, e sono computati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato fino a quello in cui risulta effettivamente eseguito.

I codici tributo da utilizzare per il ravvedimento operoso sono:

  • per la sanzione: 8904;
  • per l’imposta:

- 6013: per i contribuenti mensili;

- 6035: per i contribuenti trimestrali;

  • per gli interessi: 1991.
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