Diritto camerale per il 2013

Il diritto camerale è un tributo che deve essere versato annualmente dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese (e dall’1.1.2011 anche dai soggetti iscritti solo nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative [Rea]) a favore delle Camere di commercio, per le quali rappresenta una fonte di finanziamento ordinario. Tale tributo è stato istituito con il D.L. 22.12.1981, n. 786, conv. con modif. dalla L. 26.2.1982, n. 51, recepito dall’art. 18, L. 29.12.1993, n. 580 e regolamentato dal D.M. Industria 11.5.2001, n. 359.

La Corte di Giustizia Ue, Sentenza 19.4.2012, causa n. C-443/09, ha dichiarato la compatibilità del diritto camerale rispetto alla normativa comunitaria (art. 5, par. 1, lett. c), Direttiva del Consiglio 12.2.2008, n. 2008/7/CE).

L’art. 18, co. 4, L. 29.12.1993, n. 580, dispone che la misura del diritto annuale dovuto ad ogni Camera di commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata sia determinata dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite Unioncamere e le organizzazioni di categoria più rappresentative a livello nazionale, in base ad un metodo che tiene conto del fabbisogno necessario per l’erogazione dei servizi che le stesse Camere di commercio sono tenute a fornire.

La Nota Ministero Sviluppo economico 21.12.2012, prot. n. 261118, ha fissato gli importi dovuti a titolo di diritto camerale per il 2013, confermando in sostanza le misure previste per l’anno 2012 (identiche a quelle per l’anno 2011 – D.M. Sviluppo economico 21.4.2011) per tutti i soggetti obbligati al versamento.
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